Inizialmente conteneva una sezione riservata agli operatori del calciomercato; oggi, dopo la trasformazione, pubblichiamo circa 150 notizie libere al giorno dalle 9 del mattino a notte fonda, sette giorni su sette, con riferimenti non solo al mercato ma a tutto il mondo del calcio italiano e internazionale. Il simbolo della neonata Unione Sportiva Bari, il galletto, fu disegnato per la prima volta, come altri famosi stemmi del calcio italiano (tra cui la zebra per la Juventus, il biscione visconteo per l’Inter ed il diavolo per il Milan), dal vignettista Carlin che li realizzò nel 1928 per il Guerin Sportivo. A renderle un vero capo d’abbigliamento, l’attenzione sempre crescente delle case produttrici che oltre a migliorarne costantemente la qualità dei tessuti, lavorano sodo per renderle sempre più stylish. La qualità delle partite ne risente(molti incontri dei vari tornei nazionali e internazionali, diventano concretamente poco influenti) per l’inflazione dell’offerta e anche i campioni dell’età globale sono sempre più personaggi d’immagine, interamente integrati in un circuito mediatico specifico, sistematizzato e privilegiato, in cui l’apparenza conta forse più della tecnica: dal 2008 a oggi, tutti i Palloni d’oro (massimo riconoscimento individuale per calciatori) assegnati sono andati solo a Cristiano Ronaldo e Leo Messi, ciascuno guarda caso front man dei due principali colossi di abbigliamento sportivo che oggi si spartiscono il calcio che conta, Nike e Adidas.

In Palermo-Siena estrapoliamo davvero pochi spunti: Ilicic e Rosina sono gli elementi con più qualità degli altri. Città di Palermo. I kit gara coniugano alla perfezione elementi innovativi, come il tessuto esclusivo e tecnologicamente all’avanguardia adatto ai professionisti, con uno stile sobrio che mette in evidenza i colori ufficiali: il rosa ed il nero. Stile del colletto e della maglia casalinga sono una riproduzione fedele di quella indossata da Fontolan, Tricella e Galderisi durante quell’indimenticabile cavalcata, sponsor Canon (ovviamente) a parte. In tempi recenti, le continue vicende legate a scandali su scommesse, partite truccate, gestioni economiche fallimentari, forme di corruzione, sino a episodi di razzismo e violenza e cadute di stile di svariato genere, maglie flamengo mostrano inequivocabilmente una condizione di abbassamento morale e culturale. Nelle 29 partite disputate la Juventus ha viaggiato alla media di 1,79 punti a gara. Così, se in passato erano solo gli appassionati di calcio a conoscere e a comprare le casacche delle squadre, nelle ultime stagioni il discorso è cambiato.

Solo in quattro casi sporadici si ritrovano giocatori polacchi in Messico, Turchia, Inghilterra e Grecia. In grassetto i giocatori ancora in attività con la maglia della nazionale. Compito eseguito alla perfezione dall’Hellas che non poteva non rendere onore all’annata d’oro che ancora tutti ricordano dentro e fuori lo stadio Bentegodi: questa stagione segna infatti il 40mo anniversario della conquista dell’unico, storico scudetto dei gialloblu, vinto in quel magico 1984-1985 dalla squadra allenata da Osvaldo Bagnoli. E del resto, scorrendo l’albo d’oro della Champions’ League, si può pure osservare emblematicamente che i club che l’hanno vinta dal 2000 a oggi sono stati immancabilmente sponsorizzati da Nike o Adidas (tranne il Liverpool nel 2005 comunque sponsorizzato da un altro grande nome dell’abbigliamento sportivo globalizzato come Reebok, che, coincidenza quantomeno significativa, viene poi assorbito da Adidas): ecco dunque Real Madrid (2000, 2002, 2014), Bayern (2001, 2013), Milan (2003, 2007), Chelsea (2012), per Adidas; Porto (2004), Barcellona (2006, 2009, 2011, 2015), Manchester Utd (2008), Inter (2010), per Nike. L’unico che in realtà ha già risolto il problema è il calcio che, come è noto, ha una base di praticanti soprattutto tra la popolazione nera. Dopo aver salutato New Balance, il club dei Friendkin ha siglato un accordo con adidas, che già in passato aveva prodotto il materiale tecnico della squadra capitolina.

Non è un caso la nomina a ct della nazionale di rugby di Allister Coetzee, che ha già ottenuto quest’obiettivo negli Stormers, con 11 neri e 12 bianchi nell’elenco consegnato all’arbitro. Nella foto di Gianluigi Guercia/Getty Images, Allister Coetzee e, a destra, Fikile Mbalula. Mbalula ha detto che entro un anno, o al massimo agli inizi del 2018, tutti dovranno essersi adeguati. Ad oggi le contendenti sono quattro (Sudafrica, Italia, Francia e Irlanda), ma ieri (lunedì 25 aprile) il ministro dello sport Fikile Mbalula ha dichiarato che rugby, cricket, calcio, atletica e netball – i cinque sport più praticati nel paese africano – non potranno ospitare manifestazioni importanti o candidarsi per eventi globali se non porteranno a compimento il processo di parità delle razze. Un assist per l’Italia? Un precario equilibrio tra tradizione e creatività che necessitava di essere gestito con la stessa cautela con cui viene maneggiato il materiale radioattivo: una mossa sbagliata, un exploit grafico troppo ambizioso e per un anno intero la fedele ma severa tifoseria non mancherà di farti notare quella banda verticale di qualche vergognoso centimetro troppo larga rispetto alla gloriosa e secolare storia del proprio club.

por Alma