Ma chi era veramente Lewandowski prima di diventare una leggenda del calcio? Fu così che il fenomenale centrocampista Osvaldo Ardiles, in Spagna, indossò la numero 1 che, nel 1978, invece, era toccata all’attaccante Norberto Alonso. Scelse il 10 Cristiano Lupatelli, portiere della storica prima stagione in Serie A del Chievo Verona; Bucci, nel Parma, preferì la numero 5 e poi la numero 7, mentre Soviero espresse la sua noia da numero 1 indossando la 8 durante la sua esperienza a Crotone. Non solo: l’altra grande novità è il logo del brand di Cristiano Ronaldo sul petto. Quando l’attaccante cileno arrivo all’Inter, infatti, i numeri 9 e 10 erano occupati da Ronaldo e Baggio e quindi scelse la via dell’addizione. Sia nel 1978 che nel 1982, infatti, l’Argentina decise di assegnare i numeri di maglia per i Mondiali in ordine alfabetico. Spesso in nazionale indossava la maglia numero 9, che utilizzava sia con il completo da portiere che con quello da giocatore di movimento. Hicham Zerouali, attaccante marocchino tragicamente scomparso in un incidente stradale all’età di 27 anni, seguì la stessa logica indossando la maglia numero 0 dell’Aberdeen, in onore di Zero, il soprannome con cui lo chiamavano i compagni di squadra.
Il portiere goleador Rogerio Ceni, capace di giocare 1237 partite segnando 137 reti tra rigori e punizioni, vincendo 26 titoli con la sola maglia del San Paolo, giocò tutta la carriera con la maglia 01, un 10 al contrario, salvo un unico match, il seicentodiciottesimo, dove scese in campo con la 618, appunto, per celebrare l’evento. Nell’estate del 2007 viene ceduto in comproprietà al Genoa, nell’anno della sua esplosione: 35 presenze e 19 reti! Il totem da Mondiali di calcio va trattato con cura, lucidato ogni pre-partita e usato contro chi, appollaiato sui rami, è pronto a spiccare il volo per lanciare sfighe calcistiche. Nba, effetto Juve sui Nets? Perfettamente assemblati per caratteristiche tecniche e fisiche, i due nuovi attaccanti spallini si rendono pericolosi nel primo quarto d’ora: il primo con una conclusione centrale dopo 5′, il secondo per il movimento costante che mette in costante apprensione la difesa messinese. La Spal si presenta in campo con il classico 5-3-2 e tanti nuovi volti alla prima da titolare in biancazzurro (maglie personalizzate con nome e numero, altra bella novità a certificare il salto di categoria): il promettentissimo Meret tra i pali, difesa con Lazzari e Mora esterni e il trio di centrali composto da Gasparetto, Giani e Cremonesi, linea mediana (priva dello squalificato Castagnetti, stessa sanzione per Finotto; ndr) affidata a Pontisso in cabina di regia, Arini e Schiavon interni e il tandem offensivo composto da Cerri ed Antenucci.
Dalla stagione 2016-2017 la canzone dei Lumpen Sembra impossibile pubblicata nel 2015, viene riprodotta durante l’ingresso in campo delle squadre. Anche le squadre Under 21 delle due nazioni, tra le più forti al mondo, sono riconosciute come rivali. Negli anni il velodromo è stato però sempre meno utilizzato sino a cadere in disuso, anche per via del progressivo deterioramento delle due curve sopraelevate. Scelta anticonformista anche per Jonathan de Guzmàn, canadese naturalizzato olandese, maglia della juventus che scelse il numero 1 per la stagione al Chievo Verona. Sì, perché a parte Johann Cruijff, che per primo si identificò nel numero 14, infischiandosene delle regole, fino a inizio Duemila non esistevano, nel calcio, le maglie personalizzate. In considerazione anche degli oltre 3000 abbonamenti già sottoscritti, la ‘febbre’ è altissima in vista del ritorno in serie B dopo 23 anni di attesa (inizio del campionato in programma il prossimo 27 agosto in casa del Benevento). Le sue note, oltre ad accompagnare prima di ogni gara casalinga il volo dell’aquila Olimpia, mascotte della società biancoceleste, solitamente vengono lanciate anche al termine della partita, precedute, in caso di vittoria della Lazio, dal brano I giardini di marzo dell’indimenticato Lucio Battisti, tifoso laziale. Tanto, tantissimo, l’entusiasmo dei tifosi ferraresi che si presentano in massa a Forlì, campo designato per la gara con i siciliani: il tifo è quello di campionato, con la Curva Ovest che incita i ragazzi di mister Semplici sin dal pre partita.
Passano 20′ e i ragazzi di mister Semplici confezionano uno splendido gol del vantaggio. Nel 2006 la FIFA annunciò che le rivendicazioni di Patenaude in merito alla prima tripletta erano giustificate, in quanto il gol attribuito al compagno Tom Florie fu riattribuito a Patenaude. Durante i mondiali è sceso in campo esclusivamente come portiere, dopo il divieto del presidente della FIFA Joseph Blatter al C.T. L’ex calciatore del Valencia è l’ultimo esponente di una stirpe di grandi pensatori che vede il capostipite del movimento in Fabio Gatti, centrocampista perugino che, all’esordio in Serie A, proprio durante la stagione 1999/2000, scese in campo con la maglia numero 44, dedicata alla celebre canzone dello Zecchino d’Oro Quarantaquattro gatti, dichiarando che 4 Gatti gli sembrava un abbinamento triste. I supporter Biancoazzurri, ad esempio, appena appreso che Nani sarebbe diventato un nuovo giocatore della Lazio, hanno sperato che il portoghese scegliesse la maglia numero 7, lasciata libera dal partente Kishna, così da poter acquistare la 7 Nani che, non a caso, è stata la maglia più venduta nell’ultima settimana. Scelse la numero 1 anche Edgar Davids quando, a quarant’anni, fu scelto come allenatore-giocatore dal Barnet, squadra di quinta divisione inglese. Anche a te sale la febbre a novanta?
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