Sei partite giocate, quattordici gol fatti, un solo subito, per di più un autogol. Di questi, tre giocavano all’estero, sei nell’Ajax, sette nel Feyenoord ed i restanti sei tra PSV Eindhoven, Twente e FC Amsterdam. Commissario di quella Nazionale doveva essere il cecoslovacco František Fadrhonc, ma la Federcalcio olandese lo relegò al ruolo di vice- di Rinus Michels, da tre stagioni al Barcellona ma chiamato a gran voce per far incantare il Mondo con il Calcio totale. La Nazionale olandese tornò competitiva nel periodo 1988-1992 con la terza e la quarta avventura di Michels come Commissario tecnico: vittoria dell’Europeo tedesco del 1988 guidata in campo da un monumentale Marco van Basten (e con una nidiata di talenti che incantarono l’Europa come fecero Neeskens e soci quattordici anni prima) e semifinalista a Euro ’92. Nella gara di ritorno basta lo 0-0 all’Atletico per centrare per la quarta volta l’obiettivo dei quarti di finale di Champions League. Ad Italia ’90 c’era Leo Beenhakker e la squadra uscì già agli ottavi di finale. La partita sembrava già finita. A livello di squadre di club, nel 1974 la favola dell’Ajax padrona del calcio europeo era già finita perché iniziò nel giro di tre stagioni la diaspora dei suoi giocatori: il nuovo allenatore divenne George Knobel, Swart si ritirò, Neeskens raggiunse Cruijff al Barcellona dove vi giocava dall’anno precedente, Rep andò al Valencia, Haan all’Anderlecht, Mühren al Betis, Blankenburg all’Amburgo e Stuy all’FC Amsterdam.

L’”Olympistadion” mise di fronte Cruijff e Beckenbauer, i capitani della due Nazionali (vincitori dei Palloni d’oro 1971, 1972, 1973 e 1974), Neeskens e Müller (Pallone d’oro 70), Rep e Vogt, Hoeness e Krol, Rensenbrink e Breitner. Dopo la separazione il Milan sfiorò per due volte consecutive l’accesso alla finale nazionale, nel 1910-1911 e nel 1911-1912, piazzandosi alle spalle della Pro Vercelli nel girone nordoccidentale, mentre nel 1916 i rossoneri misero in bacheca la Coppa Federale, torneo di guerra che sostituiva il campionato italiano di calcio e ne adottava la medesima formula, ma che non fu mai riconosciuto dalla FIGC come tradizionale titolo di campione d’Italia. Gioca in Serie A pressoché stabilmente dalla prima annata del moderno campionato italiano, la stagione 1929-1930: da allora, infatti, ha partecipato a quasi tutti i campionati di Serie A a girone unico, saltandone due. In quel periodo si assistette alla Oranje Revolutie e l’Olanda divenne un esempio per tutti: due squadre olandesi consecutivamente in finale di Coppa dei Campioni tra il 1969 ed il 1973, con quattro vittorie. Punto di svolta: 28 maggio 1969, stadio “Bernabeu”, finale di Coppa dei Campioni tra Milan e Ajax con vittoria italiana per 4-1. Punto di non ritorno: 2 giugno 1971, stadio di Wembley, finale di Coppa dei Campioni tra Ajax e Panathinaikos con vittoria ajacide per 2-0. Punti di massima espansione: le due successive finali di Coppa dei Campioni vinte dall’Ajax su Inter e Juventus.

Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus. L’anno seguente il Milan si laureò campione d’Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. Per il bis occorse aspettare il 1906, quando ad essere battuta fu la Juventus che rifiutò di disputare la ripetizione della gara di spareggio sul campo dell’US Milanese, non condividendo la decisione della FIF sulla scelta della sede della partita. Iniesta, addio amaro alla Roja: «È stata la mia ultima partita. Sognavo un finale diverso», in La Gazzetta dello Sport – Tutto il rosa della vita. Michels è stato lo zenith, perché il miracolo Ajax nacque molti decenni prima con due allenatori inglesi, Jack Reynolds e Victor Buckingham, che plasmarono (in epoche diverse) la squadra bianco-rossa con uno stile di gioco diverso da tutte le altre squadre, prefissandosi di usare l’attacco delle loro squadre come la vera “difesa” (più si segna, più gli altri dovranno segnare) e imbastire uno snervante possesso palla. Il Calcio totale ha vissuto altre epoche di giovinezza con altre squadre negli anni successivi: il Milan di Sacchi (1987-1990), il Barcellona di Cruijff (1988-1996), l’Ajax di van Gaal (1991-1997), il Barcellona di Rijkaard e Guardiola (2003-2008; 2008-2012). Copie, perché il Calcio totale di Michels era unico nel suo genere.

Negli anni 1920 vennero giocate delle partite con le maglie numerate, ma inizialmente l’idea non fu subito gradita. Questa fu l’ultima stagione sotto la presidenza di Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello. A livello nazionale nella bacheca del club figurano 31 titoli ufficiali: 19 scudetti, 5 Coppe Italia e 7 Supercoppe italiane. Nel 1967 fece parte della selezione del Resto del Mondo che affrontò la nazionale spagnola, per celebrare il 65º compleanno del portiere Ricardo Zamora. Il mito di Michels all’Ajax durò fino al 1971. Il resto delle vittorie è opera del suo vice-, Ștefan Kovács. In Italia abbiamo un grande contratto per i diritti tv italiani, anche i diritti della Champions League sono condivisi e lavoriamo sempre insieme alle altre società per cercare di aumentare la cifra che riceviamo, ma per il resto è difficile una collaborazione e condivisione tra club. Nel dicembre del 2011 il magnate russo Dmitrij Rybolovlev, titolare della società Monaco Sport Invest (Msi), seconda maglia real madrid 2025 acquista la quota di maggioranza del club. Corriere dello Sport – La Bicicletta, primo organo di stampa del club, la fondazione avvenne il 18 dicembre 1899, nel corso di un’assemblea presso l’Hôtel du Nord e des Anglais.

por Alma